La storia di Vito Mannone è la storia di un italiano che ce l’ha fatta, ma in Italia si è limitata a pochi spazi vuoti. Una storia fuori dagli schemi, perché non è stata una scelta banale e popolare. Dopo aver vinto il Campionato Allievi con l’Atalanta a 17 anni, ha ricevuto la chiamata dell’Arsenal ad entrare subito in prima squadra come terzo portiere e ha scelto di lasciare Per un mondo allora inesplorato, la direzione protetta del quadro della Primavera. “Avevo 17 anni e mio padre morì un mese prima della chiamata dell’Arsenal. Ero solo con mia madre e prendemmo una decisione che sembrava cadere dal cielo…” disse ai nostri microfoni. Poi ha aggiunto che, nonostante il suo trasferimento in Inghilterra lo abbia punito, non se ne è mai pentito, soprattutto nel caso della chiave nazionale. “Nel corso degli anni, qualcuno gliel’ha legata al dito. Sono stato penalizzato perché, a 16 anni, ho preso decisioni diverse e sono già stato allontanato dalle nazionali giovanili. Avrei dovuto fare il percorso che tutti hanno fatto, ma in quel momento ho sentito che dovevo prendere un’altra vita. Ho avuto più di cento partite di Premier e ho avuto grandi sensazioni. Una volta sono stato vicino a tornare in Nazionale…

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